| LA PROFESSIONE IN PILLOLE |
Progetto di relazione del Parlamento Europeo sulla Salute Mentale
In preparazione del meeting del suo Comitato per l’Ambiente, Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare (ENVI), il Parlamento Europeo ha pubblicato un progetto di relazione sulla “Salute mentale”.
Il Rapporteur del suddetto documento è l’europarlamentare Evangelia Tzampazi (ESP).
Al Meeting del Comitato ENVI, la FEPI sarà rappresentata da Mr. Laurent Louette.
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Usa, un “naso elettronico” rivelerà il personale sanitario con le mani sporche
I ricercatori dell’Università della Florida hanno creato uno speciale apparecchio elettronico per stanare chi non osserva l’igiene in ospedale. Si tratta di un “naso” hi-tech che annusa le mani sporche in corsia. In questo modo - se non avvenisse già - medici ed infermieri sarebbe spronati a non trascurare la propria igiene, in modo da ridurre il rischio di infezioni e risparmiare tanto denaro.
Lo strumento è stato creato usando sensori inventati, in origine, per rilevare la droga nell’alito, ma la nuova tecnologia monitora l’igiene delle mani, individuando tracce di sapone.
Battezzato HyGreen, il dispositivo funziona così: l’operatore spruzza del sapone sulle mani, prima di passarle sotto un sensore montato a parete; un segnale senza fili parte dal badge al collo del dipendente e arriva ad HyGreen che registra il dato di pulizia.
Così, quando il sanitario si avvicina al letto di un paziente, un monitor, vicino a ciascun malato, rivela lo status del badge, emettendo una luce verde in caso di mani pulite; al contrario, se sono sporche, il monitor produce una leggera vibrazione.
Una novità che, stando alle prime reazioni, piace a tutti: personale ed utenza ospedaliera.
Negli Stati Uniti, ogni anno, si verificano circa due milioni di infezioni nosocomiali, con 250 morti al giorno: sei patogeni, infatti, sono responsabili di due terzi di tutte le infezioni ospedaliere, trasmissibili di “mano in mano”: una problematica che anche HyGreen potrebbe contribuire a superare.
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Fazio, a breve provvedimento per prescrizione facile oppiacei
Il viceministro Ferruccio Fazio, intervenendo ai lavori, a Roma, dell’assemblea di Assobiotec, ha annunciato la preparazione di un nuovo provvedimento-ponte, in attesa di un dispositivo legislativo meno macchinoso, per la prescrizione di farmaci oppiacei nelle terapie del dolore.
“Il provvedimento, in forma di decreto o di ordinanza – ha precisato – sarà operativo fra un mese e riguarderà la classe di farmaci chiamati ossicodoni, che fa parte degli oppioidi. Vogliamo cercare di rendere la prescrizione di questi medicinali più facile, senza ricetta a ricalco”.
Questo, per rispondere al fatto che l’Italia è agli ultimi posti, in Europa, nei trattamenti del dolore.
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| Meno posti per l'estate |
Fra le comunicazioni del dottor Franco Fiorentini, una riguarda il funzionamento dell'ospedale. Da giugno è stato ridotto il numero di posti letto nel reparto di medicina generale. Causa del ridimensionamento temporaneo (periodo estivo), non è da imputare al repentino e concomitante calo di personale infermieristico, che, causa i permessi per maternità e parentali, è passato dalle 22 unità alle 14 attuali. I posti letti, sono stati ridimensionati dagli abituali 42 agli attuali 35 (corrispondenti teoricamente alle necessità numeriche riscontrate negli anni passati durante l'estate, pari ad un tasso di occupazione dell'81 per cento): ai 13 levati temporaneamente al reparto di medicina, ne sono stati aggiunti 6 nel reparto di chirurgia con il relativo personale infermieristico. "Fino ad ora non si è resa necessario l'utilizzo dei letti di chirurgia, ha detto Fiorentini. Se lo fossero in futuro sono pronti e disponibili" E ancora, "in caso di assoluta necessità, ci appoggeremo all'ospedale di Rovereto dal quale abbiamo avuto il consenso".
A fronte del calo nella presenza lavorativa del personale e della sua sostituzione temporanea, Fiorentini ha fatto presente la difficoltà di reperimento di figure infermieristiche per una copertura non formale ma effettiva delle assenze".
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| L'infermiera è in aspettativa, niente servizio a domicilio |
Da una decina di giorni anziani e pazienti che ne usufruivano non dispongono più del servizio infermieristico a domicilio; contemporaneamente anche l'ambulatorio di Ossi dove operava il Centro infermieristico al quale erano soliti rivolgersi i pazienti non allettati ha cessato di funzionare. Quindi niente più prelievi, niente più cure come la medicazione di piaghe, le punture, terapie anticoagulanti. «Senza nessun preavviso, all'improvviso ú lamenta il sindaco di Tissi Lucia Cocco ú ci siamo trovati privati di un servizio particolarmente delicato, in certi casi indispensabile, con pazienti che o si trovano in gravi difficoltà a recarsi con frequenza negli ambulatori del'As! di Sassari, o si trovano nell'impossibilità totale di farlo». «Ci siamo mossi tempestivamente ú commenta l'assessore ai Servizi sociali di Ossi Francesco Pinna abbiamo interpellato il responsabile dell'assistenza domiciliare integrata, il capo distretto, il segretario del direttore dell'AsI, senza ricevere nessuna certezza». L'unica certezza è che l'infermiera che effettuava il servizio è andata in aspettativa per un anno e che la sua sostituzione non sembra essere nell'aria: vagamente è stato risposto ad una delle tante sollecitazione da parte dei due comuni che la richiesta sarebbe stata inoltrata alla direziono. Intanto le proteste dei cittadini, allarmati per il disagio e per la difficile situazione cui si trovano a far fronte, fioccano quotidianamente negli uffici comunali. «Ci troviamo tra l'altro», fa notare il sindaco Cocco, «nell'impossibilità di gestirci noi il servizio, in quanto la competenza è esclusivamente affidata alla Usi». «Continueremo a sollecitare gli uffici», aggiunge l'assessore Pinna, «ma non escludiamo altre forme di protesta eclatant!».
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| Bis in Lombardia: si premia l'orario «lungo» |
SIGLATO L'ACCORDO REGIONALE 2009-2010 A due giorni dalla firma della nuova convenzione nazionale. la Lombardia ha chiuso l'accordo 2009-2010 integrativo della vecchia convenzione. Smentendo chi credeva che il nuovo Acn avrehhe "tarpato le ali" alle intese regionali e chi temeva la fine delle torme associative esistenti. Perché la snella intesti lombarda "sana" e valorizza tutti i fattori produttivi messi in campo dai medici di base in questi anni: riconosce, intatti, e remunera dal primo gennaio 2009 «tutte le torme associative. personale di studio e indennità informatica» attivate dal 15 settembre 2007 al 31 dicembre 2008. compresi gli arretrati per infermieri e collaboratori. L'erogazione delle indennità per torme associative e personale di studio sarà collegata alla verifica di una serie di indicatori quantitativi, strutturali e operativi, e al possesso di due requisiti: effettiva disponibilità della Carta dei servizi e adesione di tutti i componenti dell'associazione al Siss (il sistema informativo regionale) e al progetto di governo clinico. L'adeguamento di tutti i gruppi agli standard richiesti «dovrà essere monitorato dalle AsI» ogni sei mesi e centrato pienamente entro settembre. L'Air istituisce inoltre un gruppo tecnico di valutazione sulle torme associative che dovrà effettuare «una valutazione complessiva sulla loro effettiva funzionalità», anche con riferimento alla collocazione sul territorio, e concludere il lavoro entro ottobre. Prima di quella data nessun ulteriore riconoscimento economico di "gruppi" sarà attuato a partire dal primo gennaio 2009. Per il biennio oggetto dell'accordo si istituisce inoltre un fondo di un milione di euro all'anno per aumentare tino a un massimo del 25% la presenza oraria del collaboratore di studio o dell'infermiere rispetto agli orari minimi fissati nell'intesa regionale 2007. «È un segnale di sostegno torte alle attività di front ottice», commenta Fiorenzo Corti, segretario della Fimmg lombarda. «Noi occupiamo 800 collaboratori di studio e 200 infermieri. Siamo come un'azienda con mille posti di lavoro». Sul "tempo" si basa anche l'altro tondo a riparto di un milione di euro attivato dall'integrativo: servirà ai medici singoli o associati che vogliono aumentare l'orario di apertura dell'ambulatorio del 20% rispetto all'Adi vigente, garantendo per almeno due giorni a settimana l'apertura dalle 8 o tino alle 20 e tutti i sabati per almeno 4 ore. «È un irrobustimento dei fattori produttivi della convenzione precedente», dice C'erti. «Ci siamo caricati di carburante per attuare le novità previste dal nuovo accordo nazionale».
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